Guida ufficiale di lettura
Che cosa trova in questa guida
Questa pagina non sostituisce la dashboard e non ne riproduce i grafici. Spiega da dove vengono i dati, come sono calcolati gli importi e come leggere ogni sezione, così da evitare interpretazioni non corrette.
Perimetro
Versamenti effettuati con il modello F24 di spettanza della Regione Campania: IRAP e addizionale regionale all’IRPEF, con i relativi interessi e sanzioni.
Fonte
Fornitura dei versamenti F24 di spettanza regionale messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate tramite SIATEL.
Importi
Euro. Ogni importo è al netto delle compensazioni e, per i soggetti multimpianto, limitato alla quota spettante alla Campania.
Aggiornamento
La data di aggiornamento dei dati è indicata in testa alla dashboard. Gli anni disponibili sono quelli elencati nel filtro «Anno ripartizione».
Indice dei capitoli
I capitoli si aprono e si chiudono con un clic, oppure con Invio o barra spaziatrice. La stampa e il salvataggio in PDF includono sempre tutti i capitoli.
La fonte
Quando un contribuente paga con il modello F24, ogni riga della delega indica un codice tributo e un importo. L’Agenzia delle Entrate suddivide le somme tra gli enti che ne hanno diritto e trasmette alla Regione, tramite SIATEL, il dettaglio delle righe di propria spettanza, secondo il tracciato «Versamenti F24 – Tracciato di fornitura dati di spettanza regionale».
L’aggregazione
La dashboard non mostra singoli pagamenti. Le righe della fornitura sono sommate per caratteristiche comuni, ad esempio anno di ripartizione, anno di riferimento e codice tributo. Ogni riga della dashboard è quindi un totale e non contiene dati di singoli contribuenti.
Il calcolo dell’importo netto
Per ogni riga la fornitura riporta due valori: l’importo a debito versato e l’importo a credito compensato.
Versamenti spontanei e versamenti da controlli
Ogni codice tributo è collegato, quando previsto, a una delle tre attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate: Accertamento, 36-bis o 36-ter. L’attività non è indicata nei dati trasmessi dall’Agenzia: è attribuita dalla Regione in base al codice tributo, secondo la propria tabella di classificazione dei codici. I versamenti con un’attività sono classificati come «riscossione coattiva» (versamenti da controlli); tutti gli altri come «versamenti spontanei».
Il tipo imposta
Il tipo imposta è indicato dall’Agenzia delle Entrate per ogni riga della fornitura. La dashboard ne riporta la descrizione:
| Sigla | Descrizione nella dashboard | Che cosa indica |
|---|---|---|
| IRP | IRAP F24 | IRAP versata con F24. |
| IRA | IRAP F24 no autotassazione | IRAP non versata in autotassazione; nei dati della Campania comprende i versamenti richiesti a seguito di controlli e definizioni. |
| IRE | IRAP F24 enti pubblici | IRAP versata dagli enti pubblici. |
| ADR | Addizionale regionale | Addizionale regionale all’IRPEF versata con F24. |
| ADA | Addizionale regionale no autotassazione | Addizionale regionale non versata in autotassazione; nei dati della Campania comprende i versamenti richiesti a seguito di controlli e definizioni. |
| AGV | Agevolazioni | Valore previsto dal tracciato per le agevolazioni. |
- Delega F24
- È il modello con cui si pagano imposte, contributi e altre somme dovute allo Stato, alle Regioni e agli enti locali. Una delega può contenere più righe: ogni riga indica un codice tributo e il relativo importo.
- Codice tributo
- È la sigla di quattro caratteri che, in ogni riga della delega, indica che cosa si sta pagando o compensando: per esempio il saldo dell’IRAP, l’addizionale regionale all’IRPEF, oppure interessi e sanzioni.
- IRAP
- Imposta regionale sulle attività produttive. La pagano società, enti privati, studi associati tra professionisti e pubbliche amministrazioni. Dal periodo d’imposta 2022 non la pagano più le persone fisiche che svolgono un’attività d’impresa o di lavoro autonomo (ditte individuali e professionisti singoli). Il gettito spetta alla Regione in cui si svolge l’attività.
- Addizionale regionale all’IRPEF
- È un’imposta che si aggiunge all’IRPEF ed è destinata alla Regione in cui il contribuente ha il domicilio fiscale. Si calcola sullo stesso reddito su cui si calcola l’IRPEF, con le aliquote stabilite dalla Regione, ed è dovuta solo se è dovuta l’IRPEF. Per lavoratori dipendenti e pensionati la trattiene il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), che poi la versa con il modello F24.
- Importo a debito
- È la somma versata per un codice tributo. Nel modello F24 compare nella colonna «importi a debito versati».
- Compensazione (importo a credito)
- Nel modello F24 chi paga può usare un credito che vanta verso il Fisco, per esempio un’eccedenza di IRAP o di addizionale versata in passato, per ridurre quanto deve pagare nella stessa delega, anche per imposte diverse. Il credito usato compare nella colonna «importi a credito compensati», con il codice tributo del credito. Non è un incasso: per la Regione è un importo da sottrarre.
- Importo netto (saldo netto F24)
- È l’importo a debito meno l’importo compensato: è il valore che la dashboard chiama «Importo netto». Può essere negativo: succede quando, per una voce aggregata, le compensazioni superano i pagamenti.
- Soggetti multimpianto
- Sono i contribuenti IRAP che svolgono l’attività in più Regioni, per esempio con stabilimenti o uffici in territori diversi. L’imposta spetta a ciascuna Regione in proporzione al valore della produzione realizzato sul suo territorio, calcolato di norma in base alle retribuzioni del personale impiegato in ciascuna Regione. Il versamento viene quindi diviso tra le Regioni con una percentuale di attribuzione: per queste righe la dashboard conteggia solo la quota spettante alla Campania.
- Versamenti spontanei
- Nella dashboard sono tutti i versamenti il cui codice tributo non è collegato a una delle tre attività di controllo descritte alla voce successiva. Si tratta soprattutto dei pagamenti che il contribuente fa di propria iniziativa: acconti e saldi, ritenute versate dai sostituti d’imposta e ravvedimento, cioè la regolarizzazione volontaria di un pagamento omesso o tardivo.
- Riscossione coattiva (versamenti da controlli)
- Nella dashboard l’espressione «riscossione coattiva» indica, in senso ampio, i versamenti che il contribuente effettua dopo un controllo o un accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Non va intesa in senso tecnico: la riscossione coattiva vera e propria è quella svolta dall’agente della riscossione tramite ruolo e cartella di pagamento. Rientrano in questa categoria i versamenti il cui codice tributo è collegato a una di queste tre attività:
- Accertamento: dopo un controllo approfondito, l’Agenzia ricostruisce l’imposta effettivamente dovuta e chiede la differenza con un avviso di accertamento. Rientrano anche i pagamenti che chiudono la contestazione in modo concordato o agevolato, per esempio con l’accertamento con adesione, con l’acquiescenza (il contribuente rinuncia al ricorso e paga con sanzioni ridotte) o con la conciliazione giudiziale.
- 36-bis: è il controllo automatizzato delle dichiarazioni, previsto dall’articolo 36-bis del D.P.R. 600/1973. Con procedure informatiche l’Agenzia corregge gli errori di calcolo e verifica che le imposte dichiarate siano state versate per intero e nei tempi. Se trova differenze invia una comunicazione di irregolarità, il cosiddetto «avviso bonario»; chi paga entro i termini indicati ha la sanzione ridotta. Il controllo vale anche per l’IRAP.
- 36-ter: è il controllo formale delle dichiarazioni, previsto dall’articolo 36-ter dello stesso decreto. Riguarda solo alcune dichiarazioni, selezionate dall’Agenzia: i dati dichiarati (per esempio detrazioni, deduzioni, ritenute e crediti) vengono confrontati con i documenti, che il contribuente può essere invitato a esibire. L’esito viene comunicato al contribuente insieme alle eventuali somme dovute.
- Attività
- È il campo che indica a quale delle tre attività di controllo si riferisce un versamento: Accertamento, 36-bis o 36-ter. L’attività è attribuita in base al codice tributo. Per i versamenti spontanei il campo è vuoto, quindi non crea ulteriori categorie.
- Anno di ripartizione
- Dopo il pagamento, la Struttura di gestione dell’Agenzia delle Entrate suddivide le somme versate con F24 tra gli enti che ne hanno diritto: Stato, Regioni, Comuni e altri. L’anno di ripartizione è l’anno in cui è avvenuta questa suddivisione. Non va confuso con l’anno di riferimento, cioè l’anno d’imposta a cui il pagamento si riferisce: per esempio il saldo IRAP del 2025 si paga nel 2026. Può differire anche dall’anno del pagamento, per i versamenti degli ultimi giorni di dicembre.
- Record
- È una riga della dashboard, cioè un totale di più righe F24 con le stesse caratteristiche. Il numero di record non indica il numero di contribuenti, di deleghe o di pagamenti.
- SIATEL
- Sistema Interscambio Anagrafe Tributaria Enti Locali: il canale con cui l’Agenzia delle Entrate mette i dati a disposizione degli enti.
- HHI (indice di Herfindahl-Hirschman)
- Misura quanto il totale è concentrato su pochi elementi. Si calcola sommando i quadrati delle quote percentuali di ciascun elemento: va da valori vicini a 0 (importi distribuiti su molti elementi) a 10.000 (tutto su un solo elemento).
- CSV
- Comma-Separated Values: formato di testo aperto per scambiare tabelle, leggibile con qualunque foglio di calcolo.
- Partire dai riquadri in alto. Danno l’importo netto complessivo, il numero di anni e il numero di record, distinti tra versamenti spontanei, da controlli e multimpianto.
- Guardare l’andamento negli anni. Il grafico «Importi netti per anno di ripartizione» e quello sull’evoluzione mostrano come cambiano nel tempo i versamenti spontanei e quelli da controlli.
- Distinguere le imposte. Il grafico «Distribuzione per tipo imposta» separa IRAP e addizionale regionale, anche solo per i versamenti spontanei o da controlli.
- Leggere i controlli. Il grafico «Attività riscossione coattiva» divide i versamenti da controlli tra Accertamento, 36-bis e 36-ter.
- Scendere nel dettaglio. Il grafico dei primi 10 codici tributo, l’analisi di concentrazione, la tabella completa e la pagina delle statistiche per codice tributo permettono di verificare singoli codici e anni.
Ogni grafico ha i pulsanti «Export PNG» (immagine del grafico) ed «Export CSV» (dati della tabella sotto il grafico). Il nome del file scaricato contiene la sezione, i filtri scelti e la data.
| Sezione | Che cosa mostra | Come leggerla | Filtri |
|---|---|---|---|
| Riquadri iniziali | Record totali, importo netto totale in milioni di euro, numero di anni di ripartizione, record di versamenti coattivi, spontanei e multimpianto. | I conteggi sono di record, cioè di righe aggregate: non sono contribuenti né pagamenti. | Nessuno: riguardano tutti i dati. |
| Importi netti per anno di ripartizione | Colonne per anno, divise in versamenti spontanei e da controlli. | L’altezza complessiva è l’importo netto dell’anno; le due parti mostrano il peso di ciascuna tipologia. | Nessuno. |
| Analisi di concentrazione per anno | Grafico ad anello dei primi 10 elementi per importo in valore assoluto, con l’indice HHI e la quota dei primi 3. | HHI sotto 1.500: bassa concentrazione; da 1.500 a 2.500: moderata; oltre 2.500: alta. Indice e quote sono calcolati sui valori assoluti degli importi. | Anno (obbligatorio) e dimensione: codice tributo o tipo imposta. |
| Distribuzione per tipo imposta | Importi netti per tipo imposta (IRAP F24, Addizionale regionale e le altre voci della fornitura). | Confronta il peso delle diverse imposte nell’anno o nel periodo scelto. | Anno; tipologia (tutte, solo coattiva, solo spontanea). |
| Attività riscossione coattiva | Importi dei versamenti da controlli divisi tra Accertamento, 36-bis e 36-ter. | Considera solo i versamenti da controlli: i versamenti spontanei non compaiono. | Anno. |
| Evoluzione coattiva/spontanea per anno | Due linee con gli importi netti annui dei versamenti spontanei e di quelli da controlli. | Utile per leggere tendenze e variazioni da un anno all’altro. | Nessuno. |
| Primi 10 codici tributo | Barre orizzontali con i 10 codici tributo di importo netto più alto in valore assoluto. | Le barre verdi sono importi positivi, quelle rosse importi negativi (compensazioni superiori ai pagamenti). | Anno. |
| Statistiche descrittive dei codici tributo | Pagina separata con, per ogni codice tributo, gli importi anno per anno, totale, media, mediana, deviazione standard, varianza, coefficiente di variazione e variazione rispetto all’anno precedente. | Media, mediana e dispersione sono calcolate solo sugli anni con importo diverso da zero. | Filtri propri della pagina; esportazione in CSV. |
| Dati F24 completi | Tabella di tutti i record, 50 per pagina: anno di ripartizione, codice tributo, tipo imposta, descrizione SIATEL, tipologia, attività, importo netto, percentuale multimpianto, descrizione del codice. | I valori negativi indicano compensazioni superiori ai pagamenti. | Ricerca libera; anno; tipologia; tipo imposta; attività. I filtri si applicano appena vengono modificati; «Pulisci filtri» li azzera. |
Quanto vale il gettito F24 regionale e come cambia
Riquadri iniziali → Importi netti per anno → Evoluzione coattiva/spontanea → Distribuzione per tipo imposta.
Quanto pesano i controlli dell’Agenzia delle Entrate
Distribuzione per tipo imposta con il filtro «Solo coattiva» → Attività riscossione coattiva, anno per anno → Tabella filtrata per tipologia e attività.
Quali codici tributo contano di più
Primi 10 codici tributo → Analisi di concentrazione per l’anno scelto → Statistiche descrittive dei codici tributo.
Approfondire un singolo codice tributo
Tabella completa con la ricerca libera sul codice → Statistiche descrittive per l’andamento negli anni → Glossario per il significato delle voci.
- Non sono le somme accreditate alla Regione. Gli importi descrivono le righe F24 elaborate. Gli accrediti effettivi sul conto della Regione, con eventuali anticipi e recuperi, sono movimenti contabili distinti e possono differire per importo e per data.
- I record non sono contribuenti. Ogni record è un totale di più righe F24: il loro numero non indica quanti sono i contribuenti, le deleghe o i pagamenti.
- Anno di ripartizione e anno d’imposta sono diversi. Un importo collocato nel 2026 può riferirsi a un’imposta dovuta per anni precedenti.
- Gli importi negativi sono normali. Indicano che, per quella voce, le compensazioni superano i pagamenti.
- «Riscossione coattiva» è usata in senso ampio. Indica i versamenti dopo un controllo o un accertamento dell’Agenzia delle Entrate, non la sola riscossione tramite cartella.
- La classificazione dipende dal codice tributo. L’attività è attribuita in base alla tabella di classificazione dei codici in uso alla Regione.
- Multimpianto: solo la quota della Campania. Per questi soggetti l’importo è già ridotto alla percentuale spettante alla Campania.
- L’ultimo anno può essere parziale. Se l’anno in corso non è completo, il confronto con gli anni precedenti va fatto con cautela.
- Concentrazione sui valori assoluti. L’indice HHI e le quote dell’analisi di concentrazione considerano gli importi senza segno.
- Tabella completa. «Esporta CSV» scarica tutte le righe che rispettano i filtri scelti, non solo la pagina visualizzata. Il file usa il punto e virgola come separatore e la virgola per i decimali; le prime righe, che iniziano con «#», riportano data di esportazione e filtri applicati.
- Grafici. «Export PNG» salva l’immagine del grafico; «Export CSV» salva i dati della tabella che lo accompagna.
- Open Data. I dataset sono pubblicati sul catalogo Open Data della Regione Campania.
- In tutte le pagine il primo tasto Tab porta al collegamento per saltare direttamente al contenuto principale.
- Nella dashboard, le voci «Glossario» e «Come leggere gli importi» si aprono e si chiudono con Invio o barra spaziatrice.
- Ogni grafico della dashboard è accompagnato da una tabella con gli stessi valori, leggibile anche con i lettori di schermo.
- In questa guida i capitoli si aprono con Invio o barra spaziatrice; i lettori di schermo annunciano se un capitolo è aperto o chiuso. «Espandi tutti i capitoli» li apre tutti.
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